CHIESA DI SAN DONATO
La leggenda vuole che la Chiesa di S. Donato sia stata costruita sui resti di un tempio dedicato al Dio Sole. Venne consacrata nel 1199 dal Cardinale Federico Borromeo.
L’edificio religioso, come si presenta a noi oggi, ha subito diversi interventi nel corso degli anni, ma reca indelebile le caratteristiche dello stile Romanico.
Costruito in origine ad una sola navata, con coro semicircolare e facciata a capanna, era delimitato da due grossi contrafforti corrispondenti all’attuale parte centrale che, malgrado gli ampliamenti successivi del XIII e XIV secolo, consistenti nell’aggiunta delle due navate laterali ed il sopralzo della navata centrale, è ancora ben visibile, come anche alcuni altri particolari tipici del tardo Romanico Novarese.
In particolare, si può notare l’ingresso strombato con modanature e due colonnine ai lati, sulle quali spiccano due capitelli decorati con motivi a foglie, realizzati con arenaria rosa, una dolomia presumibilmente litotipo della cava di Angera, già sfruttata in epoca romane ed in seguito intensamente nel medioevo.
Dello stesso materiale è la formella con decorazione a croce, posta sopra l’ingresso prospicente la navata destra.
Seminascoste dal portico, costruito nel 1628, si aprono due eleganti bifore con archivolto semplice, formato da piccoli conci di pietra disposti a raggera con regolari giunti di malta.
La colonnina centrale è sormontata da un capitello quadrangolare i cui angoli smussati sono decorati con tre profonde incisioni e due “protomi”, elementi decorativi costituiti da teste di figure umane o di animali o di creature fantastiche.
Ai lati delle bifore, per arieggiare i sottotetti delle navate laterali, sono state praticate due aperture a forma di croce.
Lo stesso motivo, con la stessa funzione, è presente nella muratura perimetrale della navata centrale, sotto il colmo, sul retro dell’edificio, in corrispondenza dell’abside.
L’andamento a capanna del tetto è sottolineato da una fila di mattoni, posati a dente di sega e da una seconda fila di archetti pensili, salienti, intrecciati, sostenuti da pesanti mensole, alcune semplicemente scannellate, altre decorate a forma di teste umane e di animali.
Il motivo decorativo ad archetti semplici viene ripreso lungo i due lati longitudinali dell’edificio e sulla parete semicircolare dell’abside.
Internamente, degli antichi affreschi non vi è rimasta traccia. Degna di nota è l’ancona lignea dedicata alla Beata Vergine del Rosario, contornata dai quindici misteri che sovrasta l’altare della navata sinistra, dell’artista Giovanni Paolo Verga, di origini milanesi poi trasferitosi ad Arona per sfuggire alla peste, capostipite di una bottega familiare portata avanti dai figli Raimondo e Clemente. Realizzerà nel 1640 le due ancone degli altari del nome di Gesù e della Beata Vergine del Rosario. I figli Raimondo e Clemente realizzarono la statua della Vergine, ora inserita nell’ancona della Beata Vergine del Rosario nella seconda metà del XVII secolo, in legno intagliato, scolpito, dorato e dipinto. L’ancona lignea della navata destra racchiude una tela
raffigurante la Madonna e S. Anna opera del pittore fiorentino Luigi Reali.
Dello stesso periodo è anche il Gesù Fanciullo in stucco del Seicento, di maestranze artistiche lucchesi, che veniva venerato il primo gennaio in occasione del raduno degli ombrellai, tipici artigiani di questi luoghi.
L’altare della navata centrale, in marmo, che sostituì quello ligneo “guasto dal tempo e corroso dal tarlo” fu donato dal parroco Don Gaudenzio Tosi nel 1760, come si può leggere sull’epigrafe scolpita dietro lo stesso: “D.O.M. Hanc aram suis expensis erigendam curavit Parochus Gaudentius Tonsus ex Diviniano die XV Oct. anno MDCCLX”.
Dietro l’altare maggiore vi è una tela del martirio di S. Donato, e nelle nicchie, ai fianchi, le statue di San Donato, in legno intagliato, scolpito, dorato e dipinto di Raimondo Clemente Verga, 1668 ca, e San Carlo, in legno intagliato, scolpito, dorato e dipinto da intagliatore aronese, inizio sec. XVII.
Subito dopo il rifacimento dell’altare si provvide alla ricostruzione della balaustra in marmo nero ed alla commissione di un organo sostituito nel 1800.
Nell’anno 1856 furono chiusi tutti i sepolcri dove si tumulavano i Sacerdoti e venne rifatta la pavimentazione.
Antistante la Chiesa vi è un ampio sagrato, attorniato dalle cappelle della Via Crucis del 1780, affrescate dal pittore novarese Perraccino, nel 1792 e restaurate nell’anno 2000. Perraccino era un pittore famoso anche nell’Ossola, avendo affrescato, sempre nel Settecento, la decima Stazione della Via Crucis del Monte Calvario di Domodossola.
L’ossario fu costruito per contenere i resti dei defunti tumulati nel cimitero che anticamente attorniava l’edificio religioso.
Il campanile, alto 30 metri, sul quale fino al 1772 rintoccava una grossa campana che annunciava alla popolazione i momenti liturgici, gli eventi sociali, le situazioni di pericolo e segnavano il ritmo della giornata, fù colpito sul lato Nord da un fulmine che lo rese pericolante e per questo motivo dovette essere demolito e ricostruito nel 1847.
La Chiesa di San Donato in Carpugnino fu riconosciuta Monumento Nazionale nel 1902.
CHIESA NUOVA
All’uscita del paese, in direzione Brovello, sul lato destro della strada, sorge la Chiesa dedicata al SS. Crocifisso ed alla Beata Vergine Addolorata.
Don Pier Antonio Destefanis, Parroco di Carpugnino, commissionò il progetto al signor Tommaso Magni di Varallo, e nella Primavera del 1858, iniziarono i lavori con il concorso di alcuni benefattori, tra i quali l’ex parroco di Graglia, Don Giuseppe Moroni, che oltre ad una rilevante offerta in denaro, inviava da Roma un prezioso quadro, ai “sughi d’erbe”, che rappresentava il Calvario, posto dietro l’altare e la reliquia di San Carlo, in una teca d’oro.
Monsignor Giacomo Filippo Gentile, che fu viceparroco di Carpugnino, inviava un’offerta in danaro ed un altare in marmo precedentemente in uso in una altra chiesa.
Intanto i lavori proseguirono lentamente con varie elargizioni e terminarono nel 1867.
..“Il primo settembre del 1867, ebbe luogo la sacra funzione con commovente orazione del Parroco di Brovello, Don Ferdinando Del Signore. Si fece una grande festa con la partecipazione di tanti fedeli, circa 2000 persone, che proseguì anche il giorno successivo”.. .
Dopo la proclamazione da parte della Santa Sede di San Giuseppe a Patrono universale della Chiesa, il 19 marzo 1871, si solennizzò in questa chiesa la festa del Santo, con la benedizione inviata da Sua Santità Papa Pio IX e descrizione di privilegi per poter conferire indulgenze a chi avrebbe visitato la chiesa durante le feste elencate nella missiva.
Con decreto di Monsignor Giacomo Filippo Gentile, vescovo di Novara, in data 27 aprile 1871, fu inaugurata l’Arciconfraternita del Preziosissimo Sangue di N.S. Gesù Cristo.
Le statue del Sacro Cuore, quella lignea della Madonna della Misericordia e quelle di S. Anna e di S. Luigi, sono collocate su piedestalli e fanno corona all’altare, dove è presente un Cristo deposto.
Interventi all’edificio religioso furono eseguiti nel settembre del 1949, per la sostituzione del materiale di rivestimento della pavimentazione, e nel 1980, fu
sostituita la copertura del tetto. Vendendo i coppi esistenti a lire cento cadauno, si recuperò parte del costo di quelli nuovi.
Terminati i lavori il 12 agosto 1981, si rinnovarono le balaustre e si riparò l’altare. Tuttora la chiesa è chiusa. Alcuni anni fa, venne allestito al suo interno un presepe meccanico che si poteva visitare durante il periodo natalizio con notevole affluenza di persone.
Raccolta di informazioni, studi e tesi di laurea elencati in bibliografia.
Riordino cronologico degli eventi ed osservazioni a cura di:
Anna T. Marzagaglia-Silvio Tresoldi
Maria Angela De Giovannini-Giovanni Travaini
Marina Picena-Renato Marocco
Luglio 2025
Fotografie :
Luca Cornacchiari Fotografo
Anna T. Marzagaglia
BIBLIOGRAFIA
Vittorio Grassi- Carlo Manni
“il Vergante “
Lago Maggiore storia-paesaggi-itinerari
Alberti Libraio Editore-Intra 1990
Vincenzo De-Vit
“ Il Lago Maggiore, Stresa e le Isole Borromee”
Opere varie, I-IV,
Prato 1875-78
Don Pier Antonio de Stefanis
“Memorie storiche su Carpugnino ed i suoi dintorni compreso Massino”
Dattiloscritto da Olografo 1878
Carlo Del Zoppo
“Cenni storici su Graglia e Brovello”
Parte prima: 1989
Francesco Possi-Giovanni Travaini
“Stropino”
s.l. 1979
Anna T. Marzagaglia-Giovanni Travaini
“Carpugnino ed il suo Romanico”
s.l. Novembre 2000
Don Giorgio Borroni
“Pastori sotto l’ombrello” (1948-1981)
Edizione della Stampa Diocesana novarese Srl- Giugno 1998
Paolo Crosa Lenz
“Mottarone Cusio e Vergante” Sentieri tra due laghi
Alberti Libraio Editore Verbania 2003
Alberto De Giuli-Pierangelo Caramella
“Archeologia dell'Alto Novarese”-
Antiquarium Mergozzo 1993.
Oliviera Calderini-Alberto De Giuli
“Segno e simbolo su elementi architettonici litici nel Verno-Cusio-Ossola”
Quaderni di cultura Alpina
Priuli & Verlucca Editori 1999
Archivio Borromeo-Isola Bella-Comuni (4784)-Graglia.
AA.VV.
“Lago Maggiore , Lago d’Orta” percorsi in bicicletta, a piedi, in Mountain Bike
Ta’Ra’Ra’2004
Vittorio Grassi-Giovanni Tondina
“Devoto passeger il capo china”
Andre Lazzarini Editore 2002
Claudio Colombo
“Le vigne del Mottarone”
Compagnia della Rocca Edizioni Ottobre 2023
Eugenio Manni
“Massino Visconti ed i suoi Lusciàt”
A.G.V. Varallo 1968
Giuseppe Buschini
“Nel Vergante dal Lago Maggiore alla collinna”
Leone Libreria Editrice
Stresa 1989
Bruna Giop-Grazietta Buttazzi
I Quaderni dell’Ecomuseo “ Gignese Museo dell’Ombrello e del Parasole”
Andrea De Luca Editore Luglio 2004
Roberto Corbella
“Celti”
Guide Macchione 2000
Ausilio Priuli
“Incisioni rupestri nelle Alpi”
Priuli & Verlucca Editori 1983
Fabio Copiatti-Elena Poletti Ecclesia
“Messaggi sulla Pietra”
Collana Documenta Parco Nazionale Valgrande 2014
Fabio Copiatti-Alberto De Giuli
“Sentieri antichi” Itinerari archeologici nel Verbano, Cusio, Ossola
Grossi-Domodossola 1997
Giulia Castelli Gattinara
Airone numero 221 settembre 1999
Editoriale Giorgio Mondadori
Si ringraziano per il supporto dato con la loro specifica competenza, la comune passione e gli utili suggerimenti:
- Dottoressa Elena Poletti Ecclesia - Archeologa, coordinatrice del Museo del Granito e Rete Museale Alto Verbano, conservatrice archeologa del Museo Archeologico di Mergozzo, titolare Aligraphis.
- Vittorio Grassi ricercatore locale, Presidente Società dei Verbanisti.
- Professor Stefano Martinella -Storico dell'Arte Università Statale di Milano.
Quanto scritto, non vuole e non può essere definitivo ed esaustivo.
Sarà possibile ampliarlo, modificarlo ed arricchirlo venendo in possesso di altre informazioni e testi da parte degli scriventi.
E’ inoltre gradito ricevere dettagli, fotografie, notizie, da chi volesse, mettendosi in contatto con gli scriventi.