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La frazione di Carpugnino

Carpugnino, frazione del Comune di Brovello-Carpugnino, è sito a quota 454 metri
s.l.m., occupa la parte Nord-occidentale della valle partendo dalla piana di Locco, dove
la strada del Vergante confluisce con quella che da Stresa sale al Mottarone.


Descrizione

MEMORIE STORICHE - MEMORIE DI POPOLO - RIVELAZIONI ... .


CARPUGNINO



Carpugnino, frazione del Comune di Brovello-Carpugnino, è sito a quota 454 metri s.l.m., occupa la parte Nord-occidentale della valle partendo dalla piana di Locco, dove la strada del Vergante confluisce con quella che da Stresa sale al Mottarone.

E’ un paese di origine assai remota, uno dei più importanti nell’Alto Vergante, tanto che, nel 1565, la vita del paese venne regolata da Statuti approvati dal Conte Francesco Borromeo, nei quali si legge che i Consoli avevano l’obbligo di fare rispettare tutte le disposizioni in essi contenuti durante il loro periodo di carica , stabilito in sei mesi.

Negli anni della Repubblica Cisalpina, dal 1801 al 1805, Carpugnino fu capoluogo di sei Comuni nel dipartimento dell’Agogna: Stropino, Vezzo, Gignese, Nocco, Graglia e Brovello, con capitale Novara.

In questo periodo si verificarono episodi degni di essere raccontati, dirette conseguenze del malcontento dovuto alle eccessive tasse che gravavano sul popolo, della legge per l’obbligo alla leva militare che sottraeva alle famiglie il sostegno dei giovani ed infine all’eco degli eccessi rivoluzionari francesi.

Nella Piazza di Carpugnino, si piantò l’albero della libertà coperto dal berretto frigio rosso, e si fece festa in segno di giubilo per l’avvenuto trionfo della Rivoluzione Francese e, cosa a quei tempi inaudita, ebbero luogo matrimoni civili presieduti dal “MAIRE” (Sindaco), il quale ne redigeva l’atto. Si racconta che la gente dei nostri Comuni per maritarsi legalmente, faceva tre giri nella Piazza di Carpugnino attorno all’albero della libertà.

In più luoghi si compirono gesta sacrileghe; i preti furono prelevati dalle loro abitazioni con violenza, i frati e le monache dai chiostri, e obbligati a benedire l’albero della libertà e danzarvi attorno.

Nel paese ci sono belle case sia medioevali sia più recenti, moderne villette e diverse edicole votive.

Esistevano, lungo il torrente Grisana che divideva i territori di Carpugnino e Graglia, diversi mulini utilizzati per macinare segale, panico e melgone per ricavarne farine. Un mulino azionava la sega per tagliare i tronchi che boscaioli e privati tagliavano dalle
estese aree boschive del territorio.

Nel 1829, nella zona delle “Sacche” (sempre sul torrente Grisana), uno di questi
mulini veniva convertito in officina con maglio per la lavorazione del ferro.

Il signor Destefanis Giacomo, di Carpugnino, fu l’ultimo fabbro che utilizzò questo mulino e, nel 1921, donò alla Chiesa di San Donato due pregevoli lavorazioni in ferro battuto che attualmente sono ancora posizionate ai lati dell’ingresso della stessa.

Seguendo i sentieri alla scoperta dei boschi ombrosi si possono intraprendere splendide passeggiate. Qualsiasi direzione si scelga, esistono varie opportunità; a monte del paese si può raggiungere Vezzo, a valle (oltre l’autostrada) la Motta Rossa e Comnago (comune di Lesa), in direzione Stresa la Motta Vinea, Stropino e Magognino.

PALAZZO TAGINI

Palazzo Tagini prende il nome dal suo donatore Cav.Giovanni Tagini che lo fece costruire agli inizi del 1900 e lo donò al Comune di Carpugnino nel 1907, per farne sede degli uffici comunali, scuole elementari ed alloggio per l’insegnante.

Ora a piano terra, vi è l’ufficio postale ed al primo piano la sede dell’Associazione ”il gatto con l’ombrello”, con lo scopo di centro ricreativo per bambini ed anziani.

Il Cav.Tagini nacque a Carpugnino il 1° giugno 1851 e si trasferì ancora giovane a Torino, dove iniziò il suo primo lavoro come ombrellaio, e nell’anno 1876, grazie alle sue capacità, aprì una manifattura di ombrelli affermandosi anche all’estero.

Raggiunta una considerevole agiatezza, addolorato per la prematura morte di sua moglie, decise di ritornare a Carpugnino, suo paese natio, dedicandosi a opere benefiche per la comunità.

Per diversi anni rivestì la carica di Consigliere Comunale, poi di Assessore, di Giudice Conciliatore etc., sempre con grande impegno. Nel 1907, il consiglio comunale, con riconoscenza ed all’unanimità, lo votò per la carica a sindaco.

Nel1897 fece erigere all’entrata del paese un oratorio dedicato a Santa Lucia, grazie anche ai fondi devoluti da un miracolato dalla cecità.

Trattasi di un piccolo edificio a capanna, con un portico ed una piccola vela con campanella. Il suo interno è assai curato, segno della sempre presente devozione popolare. Molto diffuso in questi luoghi era il culto della Santa, forse in relazione ai pericoli giornalieri che colpivano numerosi scalpellini agli occhi.

Accanto all’Oratorio, nel 1904, il Cavaliere fece edificare l’Asilo Infantile con lo scopo di togliere i bambini dalla strada e avviarli all’istruzione. Attualmente è sede degli Alpini.

Giovanni Tagini Venne nominato Cavaliere della Corona d’Italia nell’anno 1901.

Carpugnino è una zona anche conosciuta grazie ai “LUSCIAT”, ovvero ombrellai ambulanti. Ogni anno, il primo gennaio, si incontravano gli artigiani ombrellai, in occasione di una fiera in cui era consuetudine arruolare i ragazzini di circa 7/8 anni, che volevano intraprendere questa attività e che sarebbero poi partiti, come garzoni, nella primavera successiva. Gli apprendisti, venivano affidati dai genitori agli artigiani
che li prendevano in carico, con la speranza che ne imparassero il mestiere.

I Lusciat giravano come dei nomadi gridando a gran voce “donne, donne, a ghe’ lumbrelè”, portando a tracolla “la barsella”, la cassetta nella quale erano riposti tutti i “sapit”, i ferri del mestiere.

Rimanevano mesi e mesi lontani da casa e spesso non riuscivano a mettere insieme il pranzo con la cena, dormivano dove capitava. Era una vita dura che iniziava già da piccoli, percorrendo le pianure piemontesi e lombarde, cercando di sfuggire alla miseria.

Al ritorno a casa, per Natale, se il ragazzo era stato volenteroso e si era dimostrato abile, come compenso riceveva dal padrone un paio di scarpe e un ombrello di seta.

L’economia delle terre del Vergante, verso la fine del 1700, costrinse la popolazione maschile all’emigrazione per la ricerca di lavoro.
A Torino, l’incontro con ambulanti francesi diede la possibilità di nuove conoscenze per affinare tale artigianato e svilupparlo.

Un’epigrafe, che si trova di fronte a Palazzo Tagini, sulla parete del preesistente ufficio postale e ora adibito a Bus Stop, recita: “al prum dal lungon a Carpignin a trua l’caser senza un bergnin”, cioe’ “il primo dell’anno a Carpugnino, a cercare padrone senza un soldino”.

In passato questo era il luogo di raduno degli ombrellai di tutto il Vergante.

I Lusciat avevano creato uno speciale linguaggio chiamato “Tarusc”, che permetteva di comunicare tra di loro senza essere capiti.

La piazza denominata 1°gennaio è caratterizzata da una statua in bronzo che raffigura un curioso gatto con l’ombrello, simbolo del paese, inaugurato il 12 ottobre 1986.

Il bronzo è opera dello scultore Giuseppe Tamoni di Borgosesia, originario di Carpugnino.

Nel dialetto dei Lusciat, gli abitanti di Carpugnino erano soprannominati i “ghétt”, cioè i gatti, simbolo della furbizia. Per quanto riguarda l’ombrello è evidente il riferimento agli ombrellai locali.

Sul lato sinistro del Palazzo Tagini, c’è’ una fontana detta “Fontana del gatto e della fecondità”. Ne bevevano l’acqua le spose che sceglievano Carpugnino per coronare il loro sogno d’amore.

Sulla torre civica vi è posto lo stemma municipale: al suo interno sono raffigurati tre campi triangolari che indicano le tre tese degli ombrelli: nella prima è rappresentato il biscione come dominio dei Visconti, nella seconda l’unicorno come dominio dei Borromei, nella terza le spighe che rappresentano le quattro frazioni del Comune.

A lato della suddetta piazza, dopo diversi spostamenti, il monumento ai caduti che inizialmente era collocato ai piedi del palazzo Tagini, è stato ubicato, dopo le proteste dei cittadini, a lato del portico adibito a Bus Stop.

Raccolta di informazioni, studi e tesi di laurea elencati in bibliografia.

Riordino cronologico degli eventi ed osservazioni a cura di:

Anna T. Marzagaglia-Silvio Tresoldi
Maria Angela De Giovannini-Giovanni Travaini
Marina Picena-Renato Marocco

Luglio 2025

Fotografie :

Luca Cornacchiari Fotografo
Anna T. Marzagaglia


BIBLIOGRAFIA

Vittorio Grassi- Carlo Manni
“il Vergante “
Lago Maggiore storia-paesaggi-itinerari
Alberti Libraio Editore-Intra 1990

Vincenzo De-Vit
“ Il Lago Maggiore, Stresa e le Isole Borromee”
Opere varie, I-IV,
Prato 1875-78

Don Pier Antonio de Stefanis
“Memorie storiche su Carpugnino ed i suoi dintorni compreso Massino”
Dattiloscritto da Olografo 1878

Carlo Del Zoppo
“Cenni storici su Graglia e Brovello”
Parte prima: 1989

Francesco Possi-Giovanni Travaini
“Stropino”
s.l. 1979

Anna T. Marzagaglia-Giovanni Travaini
“Carpugnino ed il suo Romanico”
s.l. Novembre 2000

Don Giorgio Borroni
“Pastori sotto l’ombrello” (1948-1981)
Edizione della Stampa Diocesana novarese Srl- Giugno 1998

Paolo Crosa Lenz
“Mottarone Cusio e Vergante” Sentieri tra due laghi
Alberti Libraio Editore Verbania 2003

Alberto De Giuli-Pierangelo Caramella
“Archeologia dell'Alto Novarese”-
Antiquarium Mergozzo 1993.

Oliviera Calderini-Alberto De Giuli
“Segno e simbolo su elementi architettonici litici nel Verno-Cusio-Ossola”
Quaderni di cultura Alpina
Priuli & Verlucca Editori 1999

Archivio Borromeo-Isola Bella-Comuni (4784)-Graglia.

AA.VV.
“Lago Maggiore , Lago d’Orta” percorsi in bicicletta, a piedi, in Mountain Bike
Ta’Ra’Ra’2004

Vittorio Grassi-Giovanni Tondina
“Devoto passeger il capo china”
Andre Lazzarini Editore 2002

Claudio Colombo
“Le vigne del Mottarone”
Compagnia della Rocca Edizioni Ottobre 2023

Eugenio Manni
“Massino Visconti ed i suoi Lusciàt”
A.G.V. Varallo 1968

Giuseppe Buschini
“Nel Vergante dal Lago Maggiore alla collinna”
Leone Libreria Editrice
Stresa 1989

Bruna Giop-Grazietta Buttazzi
I Quaderni dell’Ecomuseo “ Gignese Museo dell’Ombrello e del Parasole”
Andrea De Luca Editore Luglio 2004

Roberto Corbella
“Celti”
Guide Macchione 2000

Ausilio Priuli
“Incisioni rupestri nelle Alpi”
Priuli & Verlucca Editori 1983

Fabio Copiatti-Elena Poletti Ecclesia
“Messaggi sulla Pietra”
Collana Documenta Parco Nazionale Valgrande 2014

Fabio Copiatti-Alberto De Giuli
“Sentieri antichi” Itinerari archeologici nel Verbano, Cusio, Ossola
Grossi-Domodossola 1997

Giulia Castelli Gattinara
Airone numero 221 settembre 1999
Editoriale Giorgio Mondadori

Si ringraziano per il supporto dato con la loro specifica competenza, la comune passione e gli utili
suggerimenti:
- Dottoressa Elena Poletti Ecclesia - Archeologa, coordinatrice del Museo del Granito e Rete
Museale Alto Verbano, conservatrice archeologa del Museo Archeologico di Mergozzo,
titolare Aligraphis.
- Vittorio Grassi ricercatore locale, Presidente Società dei Verbanisti.
- Professor Stefano Martinella -Storico dell'Arte Università Statale di Milano.

Quanto scritto, non vuole e non può essere definitivo ed esaustivo.

Sarà possibile ampliarlo, modificarlo ed arricchirlo venendo in possesso di altre informazioni e testi da parte degli scriventi.
E’ inoltre gradito ricevere dettagli, fotografie, notizie, da chi volesse, mettendosi in contatto con gli
scriventi.

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Pagina aggiornata il 16/10/2025 17:08:00

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